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Informatica e Internet, Società

Matricole e meteore ovverosia fenomenologia della fama nel web 2.0


A breve Youtube anche sulla televisione

Conosciamo tutti YouTube, ma di quella conoscenza con cui si conosce un ponte, un aereo, una radio od altre cose che, pur non entrando necessariamente nella vita quotidiana di ciascuno di noi con la stessa frequenza e la stessa intensità, sono parte della nostra realtà. Inoltre possiamo facilmente constatare come questo portale, al pari di altri, si stia rapidamente inserendo nei nostri stili di vita, dove non si sia già imposto. C’è e ci sarà tanto da dire circa questa tematica ma ciò che ha ispirato questo articolo è la perplessità che è sorto in me in seguito alla visione di un breve filmato diffuso attraverso questo sistema di broadcasting e la cui autrice possiamo oramai catalogare sotto la voce “Fenomeno del web” e, a volte più appropriatamente, “Trash” (spazzatura).

Per ottenere popolarità, anche temporanea, coi tradizionali mezzi di comunicazione, bisogna(va?) possedere un qualche tipo di talento, bellezza od originalità, ma con la diffusione di internet nelle nostre case accanto a figure di quel tipo hanno ottenuto successo nel corso degli ultimi anni anche profili che non hanno avuto nulla di talentuoso, bello o originale e che per fortuna,per involontaria complicità degli spettatori e anche per il fatto di collegarsi a realtà già famose (imitando per esempio brani famosi), hanno, al pari delle meteore, ottenuto un successo clamoroso ma breve, poiché destinato, quando la banalità si sarà sommata all’inutilità, a calare e poi scomparire.  La tentazione di elencarne alcuni qua sotto è forte, ma mi sono ripromesso di evitare, col mio contestare, di contribuire al loro diffondersi.

Nel video in particolare assisteremmo ad una sequenza di circa 1 minuto in cui una ragazza, già famosa per i filmati in cui cantava (male) e ballava (male) nonostante ciò atteggiandosi (male) a diva, esegue per tre volte un’operazione che già senza alcuna videocamera a trasmetterla al mondo lascerebbe già allibiti: versa acqua da una bottiglia in plastica in un bicchiere e se lo versa sulla testa, aggiungendo poche parole come “Mi sono bagnata” et simila. Nient’altro.
Dove sta il senso in questo? Forse dopo aver donato al mondo giga-bytes di dati non inutili ma odiosi vuole dimostrare di ottenere “seguito” anche con siffatta azione? Altri mi suggeriscono sia semplicemente l’espressione di una personalità insicura che faccia di tutto ed accetti, forse, di apparire più stupida di quanto è pur di ottenere attenzioni, quand’anche un commento su due sia denigratorio. Quindi il miglior modo per evitare il dilagare di questi fenomeni è togliere loro attenzione, ignorandoli.

Per fortuna Youtube offre altri esempi di popolarità che è invece bello favorire, ma di questo parleremo un’altra volta.

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