//
you're reading...
Società

Psicopatologia della conversazione quotidiana


L’altra sera – devo dire, quasi per caso – mentre ero insieme ad degli amici di vecchia data in occasione di una rimpatriata, mi sono impelagato in una riflessione psicologica sull’uomo e sul suo approccio nei confronti di un suo simile. Di solito la prima domanda in caso di incontro fra persone, una volta conclusi gli ordinari saluti di rispetto, risulta sempre essere la stessa: “Come stai?”. Con alcune irrilevanti variabili: “Come va?” “Tutto bene?”… La risposta – geniale – rispetta il medesimo grado di banalità delle possibili domande: “Bene”. Ah, dimenticavo, è ammessa anche l’alternativa, più criptica ma al contempo ancor più vuota di significato: “Si tira avanti”. Espressione di un’onestà reciproca di primissimo livello.

Ragionavo: sia questa tipologia di domanda che questo tipo di risposta devono seguire per forza una qualche ragione dimostrabile, altrimenti non si spiegherebbe il fatto che questo modo di dare inizio a un discorso sia così diffuso. Tristemente diffuso. Proprio quando ci sembra di essere divenuti altruisti e addirittura interessati alle reali condizioni dell’altra persona, e anche lei incomincia a credere di sentirsi ascoltata e magari compresa, ecco che perpetriamo uno dei più grandi inganni che con tre parole avremmo la possibilità di commettere.

In verità nulla ci importa dell’altro, così come all’altro nulla importa di noi stessi o della nostra magra opinione, tanto che quasi naturalmente o – peggio ancora – per abitudine la sua vuota risposta sembra quasi dire che non ha la minima voglia di rispondere, che non vede l’ora di cambiare argomento e che non è per niente appassionato a questa deludente discussione. Dopo tutto la noia di un altro non vale. Anzi non desidera altro che andare a farsi i fatti suoi. Come noi d’altra parte.

Già la nostra prima domanda di finto interessamento contiene insito il germe dell’inganno e della finzione: infatti la nostra domanda di finta attenzione nei suoi confronti è particolarmente mirata a catturare psicologicamente la fiducia dell’altro, in vista di una possibile discussione in cui ci farebbe comodo avercelo dalla nostra parte. Il nostro intento è quindi quello di far credere all’altro che ci curiamo del suo stato e ci interessano le sue condizioni, fingendo di ascoltarne con comprensione i possibili umani problemi, per poi noi – a nostra volta – vantare lo stesso diritto nei suoi confronti, non appena l’occasione lo andrebbe a richiedere. In realtà così come noi fingevamo in principio, allo stesso modo finge l’altro nella mera convinzione che sia solo lui a simulare interesse, convinto che siano gli altri a pendere dalle sue labbra.

Nell’immaginare questo dialogo minimo fra due persone penso di aver isolato due oblique tendenze simultanee: la prima è che a noi nulla importa della reale situazione altrui, la seconda è che fingiamo interessamento con il solo scopo di guadagnarci qualcosa nel breve futuro. In entrambi i casi mettiamo in evidenza quanto sia difficile e contorta la comunicazione con gli altri esseri umani, e quanto sia meschino il nostro atteggiamento di velato approfittatore, sottile, certo, e proprio per questo più mendace e scorretto. Abbiamo perso il gusto di essere davvero onesti con gli altri e nei confronti di noi stessi la situazione è anche peggio.

Naturalmente il caso che ho preso in considerazione è estremo e provocatorio, ma invito ad ogni modo tutti ad una più attenta riflessione sul nostro porci col modo.

Le parole sono importanti, e anche quello che vogliono dire lo è.

Lorenzo Eugenio Guarneri

Informazioni su Eugenio

Parole e idee possono cambiare il mondo

Discussione

Trackback/Pingback

  1. Pingback: Parole e politica « Scripta Manent - 20 febbraio 2011

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

In passato…

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: