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Nuove tecnologie, Scienza

Il convertiplano, nei cieli della Malpensa


Capace di decollare e atterrare verticalmente, caratterizzata da un’ala, con funzioni di sostentamento, e da propulsori orientabili per il moto sia verticale (decollo e atterraggio) sia traslatorio (per la trazione), il tipo più semplice di convertiplano, noto anche come composito, è sostanzialmente costituito da un elicottero munito di un’ala ausiliaria: può decollare verticalmente secondo la consueta tecnica seguita dagli elicotteri ma, non appena raggiunta una quota adeguata, inizia la manovra di conversione, accelerando progressivamente lungo l’orizzontale sino a raggiungere una velocità tale da garantire all’ala una portanza sufficiente alla sostentazione. In questo modo viene ridotto il carico sul disco rotore, consentendo di raggiungere velocità di traslazione più alte. Una sequenza inversa di manovre viene seguita  simmetricamente all’atterraggio.  La portanza durante il volo traslato viene fornita esclusivamente dalle due pale avanzanti, trascurando completamente i fenomeni sulle pale retrocedenti.

Altre soluzioni si sono dimostrate più convenienti: quella dei convertiplani con il complesso ala-motori basculanti e in genere tutte le macchine in cui l’asse delle eliche può essere ruotato per orientarne la spinta. In questo campo la realizzazione più significativa è il Bell-Boeing V 22 Osprey (falco pescatore) , che ha compiuto il primo volo nel marzo 1989.  I comandi di volo utilizzano la tecnologia fly-by-wire e permettono il controllo quando opera come elicottero sia del passo ciclico che di quello collettivo dei rotori, mentre quando opera come aeroplano solo di quello collettivo. A terra l’asse di rotazione dei rotori è disposto verticalmente, grazie alla rotazione di ciascun motore.  Sono stati elaborati progetti sia per migliorare le architetture dei convertiplani già esistenti sia per macchine completamente nuove. Tra le prime spicca la realizzazione di un trasporto quadrimotore delle dimensioni di un Martin Lockheed C130 Hercules, in grado di decollare e atterrare verticalmente. Tra le soluzioni tecniche allo studio la più importante riguarda la possibilità di variare il diametro dei rotori attraverso l’uso di pale allungabili, estese al massimo nelle fasi di volo verticale e ripiegate in quelle di volo orizzontale. Si distacca dall’architettura convenzionale il Canard Rotating Wing (Canard ad ala rotante), mezzo costituito da un elicottero con rotore a reazione, ovvero azionato non da un turboalbero, ma dai gas di scarico di un motore a turbina convogliati attraverso ugelli posti alle estremità delle pale. Una volta in volo, l’aumento di velocità longitudinale trasferisce sempre maggiore portanza dal rotore all’impennaggio canard. Il rotore così scaricato può diminuire la propria velocità di rotazione fino a essere bloccato in posizione orizzontale come un’ala. Da quel momento in poi il convertiplano si comporta come un normale aeroplano, per poi invertire l’intero processo al momento dell’atterraggio. Tra le altre configurazioni allo studio, una già immaginata negli anni Sessanta, nella quale il rotore principale, dopo il decollo e il raggiungimento di una determinata velocità orizzontale, si ferma, si ripiega e scompare in un alloggiamento situato lungo la fusoliera, lasciando la propulsione orizzontale a normali motori turbofan.

Una massiccia diffusione dei convertiplani potrebbe rivoluzionare il sistema del trasporto aereo, permettendo a ogni comunità collegamenti regionali diretti con qualunque altra località, a prescindere dalla disponibilità di aeroporti. Recentemente è stato aperto a due passi dall’aeroporto della Malpensa un museo dedicato al volo chiamato Volandia. Proprio lì è custodito un convertiplano di ultima generazione che ho avuto la fortuna di vedere sabato scorso 14 agosto. Una volta eravamo all’avanguardia nella ricerca aereonautica  e sebbene nel frattempo altre potenze ci abbiano surclassato possiamo ancora vantare dei prototipi che fanno invidia al mondo intero. Se solo almeno noi italiani lo sapessimo.

Lorenzo Eugenio Guarneri

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