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Filosofia, Matematica, Scienza, Storia della scienza

Ipazia di Alessandria


I pitagorici dell’antica Grecia erano affascinati dai numeri, come i numeri triangolari. Di fatto, i pitagorici consideravano i numeri come dei. Dopo la morte di Pitagora avvenne che la filosofia pitagorica, modificata poi da Platone, sopravvisse a tutte le altre filosofie dell’antica Grecia. Gli dei numerici erano ancora adorati fino al VI secolo d.C., ma durante gli anni oscuri il loro significato andò perso.

I pitagorici e il loro ramo collaterale dei platonici furono le uniche scuole filosofiche dell’antichità a permettere alle donne di partecipare all’insegnamento, e anche le uniche sette a che produssero importanti filosofe. Purtroppo, una delle migliori, Ipazia di Alessandria (370-415), fu martirizzata, fatta a pezzi da una folla di cristiani, in parte perché non aveva aderito strettamente ai principi della nuova fede. Ella si considerava una neo-platonica, una pagana, e una seguace delle idee di Pitagora. E’ particolarmente interessante che Ipazia sia la prima donna matematica nella storia dell’umanità di cui abbiamo una conoscenza abbastanza sicura e dettagliata.

Ipazia era nata ad Alessandria durante un periodo di lotte turbolente tra i romani e i cristiani militanti. Suo padre, Theon, era un matematico e astronomo rispettabile. Quando si accorse delle capacità di Ipazia e del suo desiderio di studiare, si fece carico della sua istruzione anche se ai tempi la maggior parte delle persone non vedeva di buon grado l’idea di fornire un’istruzione a una donna. Insieme padre e figlia cominciarono a scrivere libri sulla geometria di Euclide e sull’opera di Diofanto.

Ipazia era un’insegante rispettata e carismatica, molto amata da tutti i suoi studenti. Poiché era famosa per avere una grande abilità nella soluzione dei problemi, i matematici che magari da mesi erano bloccati su problemi particolari erano soliti scrivere a lei per conoscere la sua opinione. Si dice che fosse fisicamente attraente e determinata a restare nubile. Quando le veniva chiesto perché fosse ossessionata dalla matematica e non si volesse sposare, replicava che era già sposata con la verità.

Ipazia curò la pubblicazione di libri di geometria, algebra e astronomia. I suoi interessi erano soprattutto incentrati sulla geometria euclidea e sulla soluzione di equazioni con i numeri interi. Fu autrice di un famoso trattato sulle coniche di Apollonio. In uno dei suoi problemi matematici per gli studenti, chiese la soluzione intera della coppia di equazioni simultanee: x-y=a, x2-y2=(x-y)+b, con a e b noti. Sapete trovare valori interi per x, y, a e b che soddisfino entrambe le formule?

Oltre a essere una matematica, Ipazia prese parte al disegno di astrolabi, strutture meccaniche che simulano il moto dei pianeti. Aiutò anche a progettare degli urinometri, strumenti pensati per misurare il peso specifico delle urine, e che erano di uso potenziale per determinare il corretto dosaggio dei diuretici in caso di malattia.

Tristemente, noi sappiamo più della morte di Ipazia che degli altri eventi significativi della sua vita. I cristiani erano i suoi più forti rivali filosofici, ed essi in modo ufficiale scoraggiavano il suo insegnamento, che era di natura pitagorica in una dimensione religiosa. Indossando un mantello da filosofo e camminando per le vie della città, ella parlava pubblicamente degli scritti di Platone, Aristotele e di altri filosofi a chiunque volesse ascoltarla.

In una calda giornata di marzo del 414 d.C., dopo aver impegnato i suoi studenti in una brillante discussione filosofica, Ipazia guidava tranquillamente il suo carro lungo le strade di Alessandria diretta verso casa. Notò una folla di fronte alla chiesa e prima che potesse voltare il suo carro e andare via, due uomini la sbalzarono fuori. “Uccidiamo la pagana!” gridavano. Come molte vittime del terrorismo odierno, fu presa semplicemente perché era una figura molto conosciuta e importante nel fronte opposto della divisione religiosa.

Lo storico Edward Gibbon fornisce un triste racconto della sua morte:

In quel giorno fatale, nella santa stagione della Quaresima, Ipazia fu presa dal suo carro, spogliata, trascinata in chiesa e orrendamente squartata dalle mani di Pietro il Lettore e da un branco di fanatici selvaggi e senza pietà; il suo corpo fu scarnificato dalle ossa usando gusci di conchiglia e infine dato alle fiamme.

La sua orribile morte fu ricordata dallo storico cristiano del V secolo Socrate Scolastico. Dopo aver informato Roma della sua morte, Oreste, che era stato studente di Ipazia, richiese un’inchiesta. Questa non avvenne mai, probabilmente a causa della mancanza di prove e testimoni. Il suo assassinio influì negativamente per molti anni sulla libertà di educazione. La matematica entrò in un periodo di stagnazione e fu soltanto dopo il Rinascimento che un’altra donna, Maria Agnesi, divenne famosa come matematica.

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Discussione

2 pensieri su “Ipazia di Alessandria

  1. “Preserva il tuo diritto a pensare, perché anche pensare in modo sbagliato è sempre meglio che non pensare affatto”
    Ipazia di Alessandria

    Pubblicato da Eugenio | 5 settembre 2010, 18:37
  2. Bene è ricordare con orgoglio questa figura femminile dalla vasta cultura matematica, filosofica e astronomi.

    Pubblicato da Gaviola | 7 ottobre 2010, 20:11

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