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Filosofia, Poesia e Letteratura, Storia

Le origini del Romanticismo


La sera Friedrich Caspar David romanticismo

"La sera" di Friedrich Caspar David

Con il termine di Romanticismo si designa la tendenza spirituale dominante che ha improntato l’Europa tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, e che per molti aspetti ha continuato ad agire nella coscienza europea anche in seguito, praticamente fino ai nostri giorni.

La parola “romantico” ha una storia intricata e curiosa. Si incontra per la prima volta in Inghilterra nel Seicento, usata in senso negativo a indicare cose fuori della realtà comune, fantastiche e assurde. Ancora in senso negativo ricorre nel Settecento razionalista, ma già incomincia a essere usata, senza alcuna sfumatura spregiativa, a indicare aspetti selvaggi, solitari e malinconici della natura. Di qui passa poi a designare non più solo la scena, ma anche l’emozione che suscita in chi la contempla. Rousseau infine impiega decisamente il termine a definire stati d’animo vaghi e indefiniti, il “rapimento dello spirito e dei sensi” dinanzi a spettacoli che abbiano “un non so che di magico e soprannaturale”. A contraddistinguere tutta una cultura, tutto un atteggiamento spirituale e artistico, la parola è stata usata da Novalis prima, e poi dagli altri scrittori romantici tedeschi.

I primi germi della nuova visione della realtà e della nuova sensibilità romantica si possono cogliere in Europa contemporaneamente all’affermarsi del gusto neoclassico. Winckelmann è attivo intorno al 1770. In quegli stessi anni si diffondono le opere di Rousseau, nasce in Germania il gruppo battagliero e ribelle dello Sturm und Drang (impeto e tempesta) e in Italia Alfieri comincia a scrivere le sue tragedie frementi di libertà. Rousseau, pur muovendosi all’interno della cultura illuminista ne rifiuta il rigido, geomatrico razionalismo. Per lui l’uomo non deve chiudere tutta la realtà negli schemi astratti della ragione, ma assecondare le voci del sentimento, seguire con assoluta spontaneità le inclinazioni della propria natura; perché la natura in sé è innocente e buona, ed è stata la ragione che l’ha corrotta e resa malvagia. Più radicali ed estreme sono le posizioni dello Sturm und Drang. Contro la ragione illuministica si pone anche qui il sentimento, ma concepito in un’accezione più primitiva e selvaggia che in Rousseau: in nome di questo sentimento tutte le barriere create dalla consuetudine e dalla legge, tutti i limiti segnati dalla ragione e dalla società devono essere infranti. Non c’è freno e inibizione di sorta alla libera espressione del “genio” individuale, e il suicidio e il delitto diventano gesti sublimi, rivendicazioni estreme di un’assoluta libertà da ogni legge umana e divina. Una simile ansia di libertà, una simile insofferenza di ogni limite e costrizione, sia pure con un diverso sostrato morale e politico, si esprime quasi contemporaneamente in Italia nelle tragedie alfieriane, in cui la figura del “tiranno” si erige a simbolo di ogni oppressione, ed è fatta segno del rifiuto più fervido e magnanimo da parte del poeta e dei suoi eroi.

Queste tendenze spirituali, che sullo scorcio del XVIII secolo fermentano al fondo della coscienza europea travagliata dalla crisi dell’ideologia illuministica, si concretano poi via via, in momenti diversi a seconda dei vari paesi, in movimenti culturali pienamente consapevoli, in scritti teorici e programmatici che cercano di esprimere organicamente una nuova visione della realtà e un nuovo gusto estetico. In Germania portavoce delle idee romantiche è la rivista “Athenaeum”, fondata nel 1797, intorno a cui si raccoglie un gruppo di scrittori, critici e poeti, come i fratelli Schlegel, Novalis ecc. In Inghilterra il primo preciso “manifesto” romantico è il programma premesso da Coleridge e Wordsworth alle Lirical Ballads, in cui si afferma l’esigenza di un libero espandersi della vita sentimentale e fantastica nella poesia e il ritorno alle tradizioni nazionali e popolari, in opposizione la canone dell’imitazione dei classici. In Francia nel 1813 viene pubblicato L’Allemagne di Mme de Staël, una vasta esplorazione della cultura romantica tedesca che ottiene larghissima diffusione e risonanza, e viene tradotto il Corso di letteratura drammatica di A.G. Schlegel. In Italia – infine – una “scuola” romantica, con un preciso programma poetico si delinea nel 1816, con le polemiche che sorgono intorno alla pubblicazione di una lettera Sull’utilità delle traduzioni di Staël. Ma sul Romanticismo italiano torneremo più avanti con maggiore ampiezza.

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Discussione

6 pensieri su “Le origini del Romanticismo

  1. Una puntatina per l’Illuminismo no, eh? Figuriamoci, nefas dictu!

    Tu, o Eugenio, sei sempre più materia di cui la tua prof di italiano è forma!
    Vindica te tibi! ;P
    A domani!
    LA

    p.s.: manca solo la celeberrima “prolusione” poi c’è tutto, veh…pure Puppo!!! Hehe!

    Pubblicato da Lucio Anneo | 6 ottobre 2010, 20:23
  2. Lo vuoi fare tu, la puntatina sull’illuminismo? 🙂

    Pubblicato da Temitope.A | 6 ottobre 2010, 21:35

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