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Filosofia, Poesia

Ode al tempo che passa, e vola presto via


Talvolta nella nostra vana vita
ci capita di prenderci un momento
in cui trovare spazio ed occasione
per ripensare ad un preciso evento
che possa aver segnato nel profondo
lo scorrere dei giorni e della vita
trascorsa fino a quel preciso istante
così come se fosse indefinita
la debole distanza fra quei giorni,
sì carchi di tristezze e delusioni,
e quelli pien di gioia ed allegrezza,
senza pensier, senza preoccupazioni.
Le ore si susseguono continue
in un flusso costante e senza tregua,
la noia onnipresente e devastante
dal corso a noi giammai non si dilegua.
Per quanta resistenza contendiamo
il tempo scorre muto e senza meta
lasciandoci da soli a costatare
quanto sia evanescente ed inconcreta
la nostra desolata permanenza
in questa vita misera e raminga
se vuota di un qualcosa che inseguiamo
e che per questa terra ci sospinga.
Talvolta ci fermiamo a ripensare
cos’è che ci continui a sostenere
nel nostro cieco e incerto navigare
in acque così mosse e così nere;
magari un obbiettivo o un qualche termine
che sappia farci muovere ugualmente
sebbene contro voglia o con fatica
stentiamo a andare avanti duramente.
Ma tutti quanti in corsa nella vita
di un obbiettivo abbiam stretto bisogno
che sia solo concreto o solo astratto,
che sia solo soltanto un breve sogno.
La sabbia granulosa e evanescente
del tempo scorre via senza fermarsi
e più che il tempo passa nella mente
vediamo i nostri sogni diradarsi
sfrondati come foglie da quei rami
che mossi nell’autunno son dal vento
il quale fa volare e poi disperde,
come ossequioso ad un presentimento,
i frutti di un passato rigoglioso
così ricolmo di belle speranze
da rendere più duro e doloroso
il moto decadente e le mancanze.
Purtroppo il tempo logora la speme
e, come vien battuto un giallo stelo,
colpisce i sogni, privandoli di forza;
e senza quel vigor non vanno in cielo.
Pensando ritroviamo poi noi stessi
più deboli, ché dalla vita aspersi
abbiamo rinunciato ad inseguire
quei sogni come petali dispersi,
ormai inquadrati tra le tristi schiere
di quelli che hanno perso l’illusione
di vivere la vita fino in fondo,
ingenui forse, d’intenzioni buone.
Così vessati in mezzo ai disillusi
andiamo avanti tutti i giorni uguali
senza sentir soffiare quella brezza
che scuote l’esistenza e le sue frali,
volgiamo il nostro corso senza meta
in modo sistematico e squadrato,
diretto a un’esistenza alquanto quieta
dove ogni fatto viene calcolato.
Con la paura di veder fuggire
il tempo, poco, che c’è stato dato
cerchiamo ad ogni modo d’inseguire
il primo sogno avanti a noi passato
e in questo c’è del vero e c’è del giusto
considerato che si vive solo
per quanto basta e invero è sempre poco
per cogliere la vita e prender volo.
Eppure col pensiero della morte
si rischia di buttare via il presente,
si rischia con la mente già alla fine
di rovinare inconsapevolmente
questo momento breve che non torna,
quest’attimo che dura solamente
il tempo di uno sguardo e di un sospiro
per poi svanir così subitamente.
E se mi pare ingenuo consigliare
di cogliere la vita in ogni giorno,
pensando al caro Orazio e al Carpe diem,
che di un consiglio fa sempre il contorno,
mi limito a trascrivere il pensiero
su cui per tanto tempo ho meditato
e che ritengo forse possa dare
risposta al grande dubbio dichiarato.
Il tempo fugge e non s’arresta un’ora
eppure mi rimane la certezza
di una cosa che può salvare il mondo,
la candida armonia della bellezza.
Pertanto cerca il bello in ogni cosa
che in fondo in fondo mai non è finita,
e sogna poi, ché tutto quel che accade
appieno ben fa parte della vita.

goccia acqua momento istante

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Discussione

10 pensieri su “Ode al tempo che passa, e vola presto via

  1. Beh, che dire: davvero bella! 😉

    Molto più prosaicamente e, ovviamente, con molta meno abilità retorica, timidamente avanzo due “piccole obiezioni”, appoggiandomi a due altrettanto autorevoli figure – di cui una, senza alcun dubbio, infinitamente più autorevole 🙂 – :

    In hoc enim fallimur, quod mortem prospicimus

    Tutti i fiumi vanno al mare, eppure il mare non è mai pieno. […] Mi sono accorto che fra la sapienza e la stoltezza, va avanti la sapienza; fra le tenebre e la luce, va avanti la luce.

    Un saluto,
    LA

    Pubblicato da Lucio Anneo | 2 dicembre 2010, 14:22
    • Effettivamente, rileggendo, non si capisce altrettanto o più autorevole di chi: di Orazio, di Petrarca, di Dostoevskij, per citare alcuni fra i grandi autori sottesi alla tua bellissima poesia.
      E più autorevoli di me, naturalmente.

      Ciao!
      LA

      Pubblicato da Lucio Anneo | 2 dicembre 2010, 14:31
  2. La poesia nasce dal cuore e con il cuore l’ho donata ad alcuni amici cari.
    Grazie per queste parole.

    Pubblicato da Gaviola | 19 dicembre 2010, 11:47
  3. prova di commento, (ne ho già scritto uno lungo che non è partito)

    Pubblicato da unclepaul | 19 dicembre 2010, 14:54
  4. Giornate senza senso, come un mare senza vento,
    come perle di collane di tristezza…
    Le porte dell’estate dall’ inverno son bagnate:
    fugge un cane come la tua giovinezza.
    Negli angoli di casa cerchi il mondo,
    nei libri e nei poeti cerchi te,
    ma il tuo poeta muore e l’ alba non vedrà
    e dove corra il tempo chi lo sa?

    questo è il liceo, lo studio, le lettere, la possibilità di collegarsi fuori dal tempo con chi ha vissuto le stesse cose tramite un codice cifrato che solo i libri ti svelano, perchè dietro ai libri ci sono adolescenti, giovani, uomini come te che hanno vissuto le stesse emozioni, lo stesso uggiolio profondo, la stessa insaziabile ansia di non so cosa.
    Ma, come scriveva M.B., solo con il dialogo io-tu è possibile scambiare la parola fondamentale.
    E allora coraggio, che l’anima salga sulle labbra, anche correndo il rischio che in quel momento l’anima all’improvviso fugga via.

    Caccia aperta alle citazioni ! (con la rete in fondo è più facile).

    grazie Eugenio, per aver soffiato via un po’ di povere dai ricordi di antiche emozioni.

    Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada,
    il domani come tutto se ne andrà:

    ma quel canto, che definisce un se’, è destinato a rimanere.

    Pubblicato da unclepaul | 19 dicembre 2010, 15:08
  5. “Nessun uomo è abbastanza ricco
    da poter ricomprare il proprio passato”
    Oscar Wilde

    Pubblicato da Eugenio | 28 gennaio 2011, 00:14

Trackback/Pingback

  1. Pingback: La brezza del tempo che soffia « Scripta Manent - 5 maggio 2011

  2. Pingback: Chi è il poeta? (4) Ali di gigante « Scripta Manent - 9 giugno 2011

  3. Pingback: Ode sul finire della giovinezza trascorsa a scuola, in vista di una maturità sofferta fuori « Scripta Manent - 11 luglio 2011

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