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Scienza

Osservando il cielo stellato…


Andromeda

La galassia di Andromeda

Notte stellata, un padre e sua figli guardano il cielo…

Figlia – Che bello! Chissà quanti misteri, quante cose sono nascoste dietro lo splendere di un astro, magari distante da noi migliaia e migliaia di chilometri…

Padre – Milioni e miliardi vorrai dire: gli spazi e le distanze hanno un diverso ordine di grandezza rispetto a quello con cui siamo abituati a rapportarci. Per esempio la luce del Sole ci mette circa 8 minuti ad arrivare sulla Terra: sembra poco ma considerato che la luce viaggia nel vuoto alla velocità di 300 mila chilometri al secondo sono più o meno 150 milioni di chilometri. Una bella distanza!

Figlia – Eppure ci sembra così vicino! Come la stella polare che indicherà sempre il nord e rivelerà la rotta ai naviganti, e pare così prossima nell’indicare la strada di casa.

Padre – In verità dista 650 anni luce, cioè la distanza percorsa dalla luce in 650 anni, circa 6 milioni di miliardi di chilometri! E comunque non è vero che indicherà sempre il polo nord celeste: come sai la Luna e il Sole per effetto della loro massa e della conseguente grande forza di attrazione gravitazionale tendono a raddrizzare l’asse della terra e a spostare il rigonfiamento equatoriale in modo da portare il piano dell’equatore a coincidere con il piano dell’eclittica. La rotazione terrestre si oppone a questo, sforzandosi nel mantenere inalterata l’inclinazione dell’asse: una sorta di effetto trottola!

Figlia – Sì, ma cosa centra? Se una forza si oppone all’altra il tutto non dovrebbe rimanere invariato, no?

Padre – Centra, invece! Ricordati che non stiamo parlando di masse immobili e statiche nell’Universo. “Panta rei”, “tutto scorre” direbbe Eraclito. E avrebbe ragione, giacché tutto si muove e ruota e orbita secondo cicli e ricicli storici: per questo l’azione combinata di queste forze, unita ai moti di rotazione e rivoluzione, provoca un movimento retrogrado dell’asse, che ruota intorno alla perpendicolare all’eclittica e descrive nello spazio un doppio cono con i vertici coincidenti al centro della Terra, mantenendo costante l’inclinazione rispetto al piano dell’eclittica e variando solo la direzione.

Figlia – Dunque è grazie a questo movimento conico dell’asse la posizione del polo nord non sarà sempre indicata dalla stella polare? E magari anche non è stata sempre la stessa stella ad indicarlo?

Padre – Infatti è proprio così! Fra 13 mila anni il nord sarà segnato dalla stella Vega, poi – dopo 25 700 anni – tornerà a coincidere con la stella polare. Per questo si parla di moti millenari.

Figlia – Per allora noi non ci saremo più, comunque. Dunque sono fenomeni che non hanno dirette ricadute sulla nostra vita e su quella della nostra terra.

Padre – Questo magari non direttamente, eppure lo stesso moto conico dell’asse sta alla base della cosiddetta “precessione degli equinozi”: i punti di equinozio sono i punti d’intersezione del piano equatoriale con l’eclittica e scorrono in verso contrario al verso di rivoluzione. 50 secondi d’arco all’anno, bastevoli tuttavia ad anticipare di 20 minuti ogni anno gli equinozi, e lo stesso riguarda anche i solstizi.

Figlia – E con ciò? Non mi pare cambi molto le cose…

Universo stellatoPadre – Se consideriamo l’anno sidereo come l’intervallo tra due passaggi consecutivi per lo stesso punto nel moto apparente del Sole nello zodiaco, e l’anno solare, calcolato come intervallo tra due successivi equinozi, notiamo uno sfasamento di circa 20 minuti in meno del secondo rispetto al primo. Anche se tutti ci pare invariato nell’universo in realtà ad ogni equinozio il Sole varia la sua posizione nello zodiaco e mutando di anno in anno la disposizione della volta celeste. Le nutazioni, le oscillazioni regolari dell’asse, con un periodo di 18,6 anni, per giunta, provocano e influiscono sulle distanze Terra-Sole e Terra-Luna, con evidenti conseguenze climatiche. Senza contare lo spostamento della linea degli apsidi in verso antiorario, con effetti nelle posizioni di perielio e afelio, la variazione dell’eccentricità dell’orbita e dell’inclinazione dell’asse terrestre. Tutto in natura presenta influssi e rapporti con il tutto, le forze agiscono a distanza e tutto partecipa e concorre ai millenari moti dell’Universo, come nel macroscopico, così come nel microscopico, ogni singola particella e permeata dall’influsso del tutto e il tutto subisce l’effetto della più piccola particella.

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Discussione

Un pensiero su “Osservando il cielo stellato…

  1. Oddio….mi commuove questo scritto,grazie….

    Pubblicato da irisilvi | 4 marzo 2011, 20:12

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