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Politica

Cicerone: magistratibus opus est


Marco tullio Cicerone oratoria de legibus senato roma

Marco Tullio Cicerone (Arpinum 106 - Formiae 43 a.C)

Magistratibus igitur opus est sine quorum prudentia ac diligentia esse civitas non potest quorumque discriptione omnis rei publicae moderatio continetur. Neque solum iis praescribendus est imperandi sed etiam civibus obtemperandi modus. Nam et qui bene imperat paruerit aliquando necesse est et qui modeste paret videtur qui aliquando imperet dignus esse. Itaque oportet et eum qui paret sperare se aliquo tempore imperaturum et illum qui imperat cogitare brevi tempore sibi esse parendum. Nec vero solum ut obtemperent oboediantque magistratibus sed etiam ut eos colant diligantque praescribimus ut Charondas in suis facit legibus noster vero Plato Titanum e genere statuit eos qui ut illi caelestibus sic hi adversentur magistratibus.

Cicerone – De legibus III, 5

Per chi non parla correntemente latino.

C’è dunque necessità di magistrati, perché senza la loro saggezza e diligenza non potrebbe esistere uno Stato, e sulla loro distribuzione si fonda tutta la gestione dello Stato. E occorrerà stabilire non soltanto per essi un modo di operare, ma anche per i cittadini un modo di ‘obbedire. Infatti chi ben comanda, dovrà un giorno o l’altro obbedire, e chi obbedisce con giudizio, può sembrare degno di assumere un giorno il potere. È necessario pertanto che chi obbedisce abbia la speranza di poter un giorno comandare, e colui che comanda rifletta che tra breve dovrà obbedire. Ma non solo prescriviamo che i cittadini siano sottomessi e obbediscano ai magistrati, ma anche che li onorino e li amino, come fece Caronda nella sua costituzione; d’altra parte il nostro Platone affermò che appartengono alla stirpe dei Titani coloro i quali resistano ai magistrati, così come già quelli resistettero agli dèi celesti.

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Discussione

5 pensieri su “Cicerone: magistratibus opus est

  1. lo dovrebbero leggere tutti, anche quelli seduti al parlamento

    Pubblicato da Lorenzo Iannaccaro | 5 marzo 2011, 22:18
  2. Cambiano le forme mediante cui si esprime, ma l’animo umano è lo stesso di duemila anni fa

    Pubblicato da Temitope.A | 5 marzo 2011, 22:39
  3. “E occorrerà stabilire […] per essi un modo di operare” … è qui il problema

    Pubblicato da Valerio | 9 marzo 2011, 21:02

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