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Economia, Notizie

I referendum del 12 e del 13 giugno 2011


In occasione dei prossimi referendum, che si svolgeranno il 12 e il 13 giugno 2011, tutti i cittadini maggiorenni avranno il diritto e il dovere di esprimersi su quattro quesiti.
Ricordiamo innanzi tutto che

  • per legge, affinché i referendum abrogativi abbiano effetto, occorre che la percentuale dei votanti raggiunga il 50% più uno degli aventi diritto al voto (il cosiddetto quorum), vale a dire almeno 24 milioni di partecipanti.
  • Essendo abrogativi i quesiti referendari domanderanno la favorevole o contraria intenzione all’abolizione del decreto-legge in questione, non la favorevole o contraria adesione a suddetto decreto. Ciò significa votare “sì” per abrogare e votare “no” per mantenere in vigore. Consiglio di leggere il discorso che ne fa Giorgio Gaber in un suo celebre monologo.

Il primo quesito riguarda il “legittimo impedimento”, cioè l’istituto giuridico che permette all’imputato in un processo penale di giustificare, in alcuni casi, la propria assenza in aula se impegnato in sedute del consiglio dei ministri o simili. Tale “legittimo impedimento” permette ai ministri (primo ministro compreso) di non presentarsi in giudizio. Ciò è stato finora fra le cause del prorogarsi dei processi, continuamente rinviati in conformità con la (poca) disponibilità degli imputati. A presentare il referendum è stato il partito dell’Italia dei Valori. Per maggiori chiarimenti su cos’è il “legittimo impedimento” rimando all’articolo che vi ho dedicato questo gennaio. Il quesito su cui saremo chiamati ad esprimerci è il seguente:

Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?

Il secondo quesito, particolarmente lungo e articolato, presentato sempre dall’Italia dei Valori, punta ad abrogare la norma per la realizzazione sul territorio nazionale di impianti di produzione nucleare. E’ il cosiddetto “referendum sul nucleare”, tema oggi giorno particolarmente scottante, dopo quanto accaduto a seguito del terremoto in Giappone. Il quesito su cui saremo tenuti ad esprimerci, in parte schematizzato, suona più o meno così:

Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?

Gli ultimi due quesiti si occupano della privatizzazione dell’acqua: uno in particolare riguarda le modalità di affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica a privati. Il testo del quesito è il seguente:

Volete voi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e dall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea” convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?

Il quarto e ultimo quesito riguarda sempre la privatizzazione dell’acqua e in particolare la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In questo caso agli elettori viene chiesta una parziale abrogazione della norma:

Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?

Recentemente s’è fatto di tutto per scoraggiare la partecipazione popolare ai sopraddetti referendum. Ispirato da senso civico mi limito solamente ad esortare ad usare la propria inteligenza per votare con coscienza. Votare, certo perché ricordo che votare è un dovere, non solo un diritto di far sentire la propria voce di cittadini fintanto che dalle congiunture storiche ci è ancora concesso. Giorgio Gaber disse in una sua famosa canzone che “libertà è partecipazione”: non partecipare sarebbe come rinunciare alla propria libertà.

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Discussione

4 pensieri su “I referendum del 12 e del 13 giugno 2011

  1. Ore 22:oltre il 37% di votanti.Ce la faremo?Facciamo gesta scaramantiche partenopee…..

    Pubblicato da irisilvi | 12 giugno 2011, 21:18
  2. Ecco i dati sull’affluenza alle urne (ore 15.00, lunedì 13 giugno) direttamente dal sito del Ministero dell’Interno:
    Referendum 1 – Servizi pubblici locali 57,17%
    Referendum 2 – Tariffa servizio idrico 57,12%
    Referendum 3 – Energia elettrica nucleare 57,11%
    Referendum 4 – Legittimo impedimento 57,07%

    Pubblicato da Eugenio | 13 giugno 2011, 15:30
  3. I risultati in aggiornamento dello scrutinio delle schede sono questi:
    Referendum 1 – Servizi pubblici locali Sì 95,50% – No 4,50%
    Referendum 2 – Tariffa servizio idrico Sì 95,81% – No 4,19%
    Referendum 3 – Energia elettrica nucleare Sì 94,32% – No 5,68%
    Referendum 4 – Legittimo impedimento Sì 94,81% – No 5,19%

    Pubblicato da Eugenio | 13 giugno 2011, 16:00

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