//
you're reading...
Scuola

Inadeguatezze e punti deboli nella scuola italiana attuale – parte 1


Insegnante che scrive sulla lavagna

Il marzo scorso a New York si è svolto il summit internazionale dedicato al tema « Come formare gli insegnanti e far crescere school leaders per il XXI secolo ». Sono stati presenti 15 ministri dell’Istruzione e 18 paesi. Le tesi centrali di Arne Duncan, Usa Secretary of Education, sono state le seguenti: « Gli insegnanti non sono trattati come professionisti; non sono compensati o promossi sulla base del loro impegno o dei loro risultati. Per attrarre i migliori laureati al mestiere dobbiamo cerare opportunità di carriera e di leadership e assicurare che le scuole siano guidate da team di school leaders ». Queste tesi non sono dissimili da quelle di Andreas Schleicher, direttore della divisione dell’OCSE. Si fa poi fatica a credere che un grande sindacato, il Nea (che rappresenta il 30% degli insegnanti negli Stati Uniti), reclami “un nuovo sistema con modelli di carriera differenziati”.

La distanza di queste visioni da quelle prevalenti nel dibattito sulla nostra scuola è sgomentante. Da noi, nell’indifferenza generale, lo status dei docenti sembra declinare in modo inesorabile. Le cause sono note: il reclutamento avviene tra precari sulla base dell’anzianità di servizio; i trattamenti economici sono uguali per tutti nella finzione che tutti siano ugualmente impegnati e capaci; i più apprezzati sono sfiduciati perché nessuno ne riconosce i meriti e a volte subiscono invidie e discriminazioni; il mestiere non attrae i laureati (con poche folli eccezioni) con ambizioni di carriera perché una carriera non esiste.

L’unico sviluppo professionale possibile consiste nel diventare capi di istituto-dirigenti in base a concorsi che privilegiano titoli, anzianità di servizio e soprattutto conoscenze di tipo manualistico. La pratica contabile, poi, acquisita negli anni, caratterizzerà l’unica attività giornaliera di questi dirigenti, vale a dire redigere piani finanziari, e ne forgerà la mentalità cinica fino alla pensione. Tuttavia, i dirigenti così nominati guadagnano il doppio di un insegnante, non sono mai più valutati e sono inamovibili a vita. In Francia – per citare un esempio – per diventare dirigenti bisogna superare un apprendistato di due anni con l’incarico di vice-preside.

In assenza di serie valutazioni delle qualità professionali degli operatori scolastici, riesce difficile fare emergere dirigenti pienamente legittimati. Sennonché, in assenza di school leaders legittimati, mancano proprio i soggetti naturalmente titolati non solo a favorire la crescita professionale dei colleghi insegnanti, ma anche a valutarne punti di forza e di debolezza. Il circolo vizioso è evidente. Chi aspira a una scuola di qualità deve sapere che nessuna scuola può essere migliore dei propri insegnanti e nessuna scuola può fare a meno di dirigenti legittimati: la partita si gioca fondamentalmente qui e fino a quando le riforme intentate da vari governi continueranno a girare intorno al problema, la situazione resterà inalterata.

Avanzo allora due proposte: ai decisori politici:

1) Definire per legge un profilo della professione insegnante (nel nostro Paese curiosamente inesistente) e consentire che, durante il servizio, sia la stessa comunità scolastica (dirigente, colleghi, famiglie e studenti) a individuare e premiare con procedure trasparenti coloro su cui converge il meritato apprezzamento generale. Si potrebbe così realizzare l’auspicato modello della “leadership distributiva”;

2) definire un profilo professionale dei capi di istituto idoneo alle sfide della scuola autonoma, modificare le attuali inadeguate modalità concorsuali prevedendo una pre-selezione attitudinale alla leadership e un periodo di praticantato sostenuto da una formazione specialistica con relativa valutazione per l’idoneità alla funzione. Funzione che non sia più da considerarsi a vita, bensì reversibile se sopraggiungono cause di inadeguatezza. L’elasticità è anche questo.

Informazioni su Eugenio

Parole e idee possono cambiare il mondo

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

In passato…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: