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Economia, Società

I redditi dichiarati degli italiani nel 2011


Ieri sono stati resi noti dal dipartimento delle finanze i redditi dichiarati dagli italiani per l’anno 2010, dati tratti dalla dichiarazione dei redditi dell’anno scorso (2011). In attesa che anche quest’anno si completino le procedure per la compilazione del modulo 730 o dell’Unico (c’è tempo presso un CAF o un professionista abilitato fino al 15 giugno, proroga del governo Monti), in seguito alla resa pubblica delle dichiarazioni passate raggruppate per categoria, viene spontaneo fare delle considerazioni e delle riflessioni.

Ecco i dati divisi per settore. I dati sono divulgati tramite Il Sole 24 Ore

Come da attese guidano la classifica i notai (318mila euro, con un aumento del 2,4% rispetto all’anno precedente) seguiti da farmacisti (110mila euro, lo stesso valore registrato nelle dichiarazioni 2010) e studi medici (69.820, +2,2%). Lontanissime dagli scalini più alti della classifica molte categorie impegnate in esercizi pubblici come i titolari di bar (16.800 euro di reddito annuo dichiarato), ristoratori (14.300 euro) e tassisti (14.800 euro, come i titolari di autosaloni). I gioiellieri si attestano a 17mila euro, mentre si fermano molto sotto i 10mila euro i titolari di istituti di bellezza (6.500 euro), negozi di abbigliamento (8.600) e tintorie (9.700).

Come al solito sorgono le solite discussioni sull’attendibilità di queste dichiarazioni. Anche perché sembra assurdo che un gioielliere guadagni meno di un lavoratore dipendente e che il suo reddito – numeri alla mano – rappresenti più o meno il reddito medio degli italiani. Italiani di cui la maggior parte non è forse mai entrata in una gioielleria. Naturalmente il dubbio che certe dichiarazioni siano mendaci non può essere provato e dunque potrebbe apparire solo come uno sfogo invidioso di una membro di una famiglia monoreddito dipendente.

Certo è che almeno sui redditi dei lavoratori dipendenti non ci dovrebbero essere dubbi: ricevendo dallo loro datore di lavoro il modello CUD no possono fare altro che fare da postini portando questo documento al CAF per la compilazione del mod. 730. E pagare le relative tasse spettanti. Non aggiungo nessuna critica sul fatto che un lavoratore dipendente è tassato per circa il 50% del suo reddito (non critico nemmeno il fatto che il contratto di molti di noi è fermo da quasi un decennio mentre il costo della vita… scusate: questo sarebbe criticare).

Forse sono io che mi sbaglio ma mi sembra sospetto che i detentori di un negozio di abbigliamento dichiarino 8600 euro, che vuol dire più o meno un guadagno mensile (al netto delle tasse) di circa 540 euro. Anche perché l’affitto del negozio è come minimo il doppio. Potrete obbiettare che magari lo stabile è di proprietà, ma allora io vi chiederei: come è possibile acquistare un negozio con 540 euro al mese. Le banche oramai non concedono prestiti neanche alle famiglie con due redditi per un totale di 2000-2500 euro al mese. Il fatto poi che gli esercizi commerciali di questa categoria sono per il 62% gestiti da cinesi non dovrebbe dare adito a pensieri razzisti.

Nella situazione attuale non c’è bisogno di ulteriori attriti fra categorie: l’invidia verso chi guadagna più di noi anche se giustificata non può fare bene in nessun modo, dal momento che non cambierebbe minimamente le entrate delle famiglie meno abbienti. Soprattutto tale invidia non dovrebbe favorire (come invece, ahimè, penso che avvenga) il ricorso all’evasione fiscale o al “nero”, scelte criminali accompagnate da giustificazioni di craxiana memoria: “così fan tutti”.

Dà rabbia sapere che il proprio dentista (lo stesso a cui versate, magari in contanti e senza ricevuta, centinaia e centinaia di euro) dichiara come e meno di voi lavoratori dipendenti o pensionati. Avete (abbiamo!) avuto in sorte di spendere la nostra vita lavorando, quando possibile, in categorie per le quali non è permesso, non è possibile evadere. Denunciate alla Finanza chi deruba voi e tutti. Tali professionisti del mancato scontrino sono da equiparare a un delinquente che entra di notte in casa di una donna anziana a portarle via la pensione. Questo perché – come lei – tutti noi siamo impotenti di fronte al furto dell’evasione fiscale. Impotenti se non troviamo il coraggio di denunciare e di evitare di tornare in futuro da “quel” dentista, da “qull” ‘idraulico, da “quel” meccanico.

Si raccomanda sempre di richiedere lo scontrino per risolvere il flagello sociale dell’evasione fiscale, anche se ci viene offerto un prezzo inferiore come conseguenza della mancata emissione della fattura. Fatelo, mi raccomando! I soldi che risparmiereste in realtà vi saranno prelevati con un aumento delle imposte per sopperire al mancato introito fiscale. In ogni caso, paghereste ugualmente, ma se sarete onesti almeno manterrete la dignità a cui hanno rinunciato i miserabili che frodano volontariamente il fisco, rubando allo Stato e a tutti noi.

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