//
you're reading...
Scuola

Il tema di italiano dell’Esame di Stato


Esame di statoOgni anno su tutti i giornali (e ormai anche sulla rete) impazza la creatività nel proporre sempre più audaci e originali tracce per il “toto esame”, per stuzzicare la curiosità di un pubblico potenzialmente ampio (500 mila maturandi e le  loro famiglie) e cercare di ipotizzare cosa mai possa essere scaturito dai funzionari e dalle grigie stanze del Ministero della pubblica istruzione. Come c’era da aspettarsi, tutte queste previsioni si sono rivelate infondate e del tutto casuali e anche quest’anno possiamo dirci stupiti. I temi proposti sono riusciti a coglierci di sorpresa, smentendo decine di siti appositi (studenti.it, skuola.net, giovani.it, etc, ma questo fa sorridere) e imponenti testate giornalistiche nazionali (e questo fa pensare).

Anche quest’anno il gioco si è ripetuto e ha dato modo a decine di persone di atteggiarsi a esperti di letteratura e di giovinezza. Sono gli stessi esperti che far qualche giorno incominceranno a tormentarci con titoli contenenti la parola “quizzone” in riferimento alla terza prova dell’Esame, prevista per lunedì 24. L’uso di questo termine evidenzia la loro grande lontananza dalla scuola italiana e dalla realtà quotidiana dei ragazzi maturandi o da poco maturati. Consola sapere che questa generale euforia si spegnerà nel giro di una settimana e lascerà vuote le pagine dei giornali per ospitare altre piccole assurdità e inesattezze.

Tuttavia, mi fa ancora più impressione leggere il documento delle tracce e riscontare in esso il segno del tempo, del triste tempo che offusca e ingrigisce la mente dei burocrati e degli esperti ministeriali che – non per colpa loro giacché anch’essi sono vittime di questa grande povertà di vedute – hanno assegnato alla prova che apre la strada per il diploma, la laurea, il lavoro, vaghe e confuse suggestioni. Opinioni, più che idee da sviluppare. E’ amaro anche il fatto che l’abbiano fatto in buona fede.

Innanzi tutto è sparita la poesia. Eppure ne avremmo così bisogno.

Inutili le immagini allegate al saggio breve artistico letterario (un istantanea del quiz Lascia o raddoppia del 1956, un irriconoscibile ne suo essere male fotocopiato dipinto di Renato Guttuso, “Calciatori” del 1965 , un solito e noioso Andy Warhol, ritratto di Marilyn Monroe). E saranno anche costate care a tutti noi. Pensate: una squadra di 15-20 professionisti dell’esame, a lavoro per 5-6 mesi. Pagati circa €2000 al mese fa più o meno 200-250 mila euro. Ma secondo questi esperti sono pagati davvero €2000 al mese?

Nasce già vecchio il tema storico sui paesi del BRICS, Brasile, Russia, Cina, India, e sul loro impressionante sviluppo: tre di essi stanno già frenando inesorabilmente sostenuti solo dalle dicerie e dall’inerzia mentale che li pensa ancora l’Eldorado del progresso.

Vago il tema di ordine generale che pertanto faccio fatica a riassumervi. Confuso e impreciso, lascia il dubbio che ricicli opinioni di terza mano e si basi su voci più che sulla realtà dalla quale questa maturità si sta sempre più allontanando.

Sconcerta veder balenare nell’incipit di tutte le tracce esortazioni allo svolgimento alla seconda persona singolare: che fine ha dunque fatto il pacato “illustri il candidato” impersonale e rispettosa della maturità del maturando. Ecco: si cerca di valutare la maturità e il raggiungimento dell’età adulta a livello intellettuale additando i giovani con ridicolo “tu” dei tempi delle scuole medie. Ridicolo è il tentativo di creare così una parvenza di giovanilismo e presunta affabilità. Una distanza ci divide.

Sorprende che il giudizio della maturità (espresso – come le percentuali cui spread, deficit, pil ci hanno abituati – in centesimi) oramai sia ridotto a vacuo e insignificante giudizio, del tutto inutile: le università lo ignorano completamente considerandolo quasi casuale e per giunta si discute che venga tolto come determinante nella formazione delle graduatorie in seguito ai test d’ingresso statali per le facoltà a numero chiuso. Come dire che nemmeno lo stato lo ritiene credibile parametro della preparazione di un 19enne!

Ma sopratutto, più di tutto, è mancata la poesia. Nemmeno Dante, o Ungaretti, o Pascoli, d’Annunzio, Montale, Gozzano, nemmeno i classici sono stati presenti. Eppure sono forse più vivi di tanti putrescenti fantasmi che camminano e che vediamo per le strade delle nostre città argomentare sentenze e pareri su tutto e tutti: politici, segretari, automobilisti, funzionari, sportellisti, calciatori, giornalisti, opinionisti…

Non uccidiamo i poeti, ne abbiamo pochi ancora in vita. La crisi ce l’abbiamo nella testa più che nelle tasche e vediamo padri piangere perché hanno perso il lavoro ma incapaci di negare al figlio l’ultimo ritrovato della tecnologia telefonica. Incapaci i figli di vedere la realtà, per colpa di falsi profeti che per decenni ci hanno e ci stanno atrofizzando la mente con idiozie e banalità. Hanno costruito una realtà plastificata: impacchettata e venduta, è stata da noi comprata e trasmessa, moltiplicata.

Non uccidiamo i poeti.

Advertisements

Informazioni su Eugenio

Parole e idee possono cambiare il mondo

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

In passato…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: