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Marco Tullio Cicerone

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A cosa serve studiare la poesia, il latino e le altre scienze inutili

Dal momento che vent’anni di televisione commerciale hanno fatto perdere ai ragazzi (e non solo a loro) qualsiasi interesse per la cultura, e dal momento che il denaro è diventato, soprattutto negli ultimi anni, il generatore simbolico di tutti i valori, è ovvio che, non capendo più che cosa sia bello, che cosa sia buono, … Continua a leggere

Quid vera et falsa diiudicat?

Sovente l’uomo deve cercare la verità1, e con più vigore e slancio là dove essa sembra smarrita, e le nebbie dogmatiche dell’insipienza sembrano avere il sopravvento sulla ragionevolezza. Proprio quando per storiche congiunture un criterio razionale pare svanire. La classicità aurea ha rilevato per prima (forse anche per ultima) il nesso fra questa e le … Continua a leggere

La degradazione del valore del linguaggio, specchio della più profonda degradazione del pensiero

Ne era consapevole Crasso, e ancora di più ne era consapevole Cicerone che l’eloquenza, l’arte di dare corpo in parole alle proprie idee, era e sarebbe stata sempre una forza civilizzatrice nel lungo cammino di formazione e costituzione di una società dall’elaborazione strutturata, efficace e profonda, nonché veritiera. Alla stregua degli illustri retori greci, l’orazione … Continua a leggere

Rhetorica e retorica

L’evoluzione delle parole e del loro uso, sintesi udibile e visibile del pensiero umano, è sintomatico per comprendere quella occorsa alle civiltà non considerando la quale ci risulterebbe difficile, se non impossibile, capire quale viaggio abbiano fatto alcuni termini che, pur mantenendo lo stesso significante, sono arrivati a noi con un significato molto diverso, talvolta … Continua a leggere

Cicerone: magistratibus opus est

Magistratibus igitur opus est sine quorum prudentia ac diligentia esse civitas non potest quorumque discriptione omnis rei publicae moderatio continetur. Neque solum iis praescribendus est imperandi sed etiam civibus obtemperandi modus. Nam et qui bene imperat paruerit aliquando necesse est et qui modeste paret videtur qui aliquando imperet dignus esse. Itaque oportet et eum qui … Continua a leggere

Parole e pensiero in Roma antica

  L’ “urbs”, la città, costituisce per Cicerone il luogo in cui il vero cittadino romano “vir bonus dicendi peritus”) trova pieno compimento, dove può esprimere al massimo livello le sue capacità, naturalmente specialmente politiche. Nella “rus” l’uomo risulta incompleto, non potendo infatti mettere in pratica le sue capacità intellettuali e umane ma solamente quelle … Continua a leggere

Somnium Scipionis, tra antica e moderna concezione del sogno

Cicerone nella sua più famosa opera filosofica e politica (temi per altro sempre presenti nei lavori dell’oratore), De re pubblica, reintroduce e amplia il celebre motivo del sogno e della visione dell’aldilà: riprendendo il noto mito di Er tratto dall’omonima Repubblica di Platone, descrive ciò che crede esserci dopo la morte. Il protagonista del racconto, … Continua a leggere

In passato…