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Arte

Le forme del tempo (futurista)


merda artista piero manzoniDi fronte ad un’opera d’arte moderna, priva del comune senso estetico armonioso che ha caratterizzato cinque secoli della nostra storia, non possiamo rifugiarci in un commento od in un apprezzamento superficiali; esse ci costringono invece a interrogarci sulle verità, o sulle non-verità, celate nel loro profondo.

Non è detto che una siffatta meditazione possa portarci ad una critica positiva del quadro, o della scultura, tuttavia ci permetterebbe senz’altro di capire il contesto in cui fu concepito, di ritrovare i segni lasciati dalle opere nella storia e dalla storia nelle opere, vere figlie del secol passato.

Per quanto riguarda il futurismo, la riflessione non può non partire dal manifesto, del 1909, pubblicato da Marinetti su “Le Figaro”. Il fatto stesso che ci sia stato un manifesto, per questa come per altre avanguardie, le distanzia dalle correnti precedenti, dalle sperimentazioni dell’ultimo Ottocento. Non era solo un modo di affermare la propria posizione riguardo alla creazione artistica, come furono le teorizzazioni dei Macchiaioli e degli Impressionisti; vi era insita, invece, la loro volontà di cambiare il mondo con il proprio lavoro. La loro ideologia doveva quindi manifestarsi in ogni aspetto della realtà. La forza, la velocità, il culto della violenza doveva trasparire dalle tele, dalle sculture, dalle pagine stampate, dalle opere architettoniche, perfino dall’abbigliamento e dal modo di arredare.

A volte questo venne reso mediante una scomposizione delle figure nello spazio e nel tempo, a mostrare la rapidità dei movimenti; altre volte con un vortice di energia e colore che coinvolge in un unico e strepitante concerto la quotidianità di lavoratori e viaggiatori. altre volte, infine, le figure perdono la propria corporeità, si riducono in forme geometriche, per divenire puro dinamismo, il cavallo ed il cavaliere non sono più, rimangono l’epicità dello sforzo ed il dominio dei fenomeni.

La nuova bellezza dei futuristi deve librarsi dal peso degli equilibri della classicità, dai quali l’occidente non si era mai distaccato, se non per brevi periodi, la dinamica e la forza manifesta ne avrebbero preso il posto. Non più la potenza dell’essere, ma l’atto del divenire.

Il motore rombante nel quadro “Automobile + velocità + luce” trasforma la realtà più di quanto ha potuto e potrebbe mai fare la Nike di Samotracia. I futuristi hanno veduto sotto un’altra luce il progresso compiuto dall’uomo; non era più solo una questione di utilità: hanno intravisto, primi fra tutti, e subito reso proprio, la bellezza che effettivamente risiede in queste manifestazioni dell’animo e dell’intelletto umano.

per questo, per questa loro sintesi di gran parte del reale, possiamo considerare le loro opere forme del proprio tempo.

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Discussione

2 pensieri su “Le forme del tempo (futurista)

  1. Un bel post!

    Allora ripartiamo da una nuova metafisica del cesso?

    Spero avrai modo di leggere questo post sul nostro Vongole & Merluzzi, ti aspettiamo 😉

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/03/28/linsostenibile-leggerezza-di-un-rotolo/

    Pubblicato da lordbad | 29 marzo 2011, 13:35
  2. Nietzsche per esempio ci dice che il basso ventre è quello che impedisce agli uomini di pensare di poter essere dio!

    Arrivederci, o meglio, arrileggerci altrove!

    Pubblicato da Temitope.A | 1 aprile 2011, 20:20

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