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Arte, Filosofia, Poesia e Letteratura, Storia

Il rapporto tra uomo e natura nel corso della storia fino al Romanticismo


Sovente nell’evoluzione storica delle umane arti il contesto nelle quali si sviluppano, il terreno nel quale mettono il seme sono elementi determinanti nel definire l’una piuttosto che l’altra via da percorrere; e in questa scelta le radici, la linfa vitale primigenia assumono un ruolo di prim’ordine nel tracciare il cammino umano e artistico da seguire; è dunque conseguenza naturale trarre dallo spazio fisico che ci circonda la materia da plasmare alla luce (o all’ombra) della propria esperienza di vita.

Ugo Foscolo romanticismo

Ugo Foscolo

Ben diversa concezione dell’elemento naturale possiamo riscontrare evidente nella diversa rappresentazione che ne fa Baldesar Castiglione, in una delle tante descrizioni di collegamento nel “Cortegiano”. L’ambiente lì raffigurato, che ricorda l’idillio classico del “locus amoenus”, è caratterizzato da un’ “aurora di color di rose”, da un’ “aura soave”, da “mormoranti selve”, da “dolci concerti”. Pur nella sua forte derivazione classica, questa visione della natura lascia tuttavia spazio all’intuizione di qualcosa di più grande, che trascende i limiti dell’orizzonte umano.

Tempesta Giorgione rinascimento

"La tempesta" di Giorgione

Furono proprio questi i principi ripresi dalla meditazione estetica dell’archeologo tedesco J. J. Winkelmann, autore nel 1764 di una “Storia dell’arte dell’antichità”, che traeva spunto dalle recenti opere di scavo nei siti campani di Pompei ed Ercolano (1738-65). Da questi studi prese avvio la corrente del Neoclassicismo, passata in breve tempo a contaminare ogni ramo di umana elaborazione, dall’arte, alla letteratura, alla visione stessa della storia e del mondo. Goethe in Germania, Stendhal in Francia e Monti in Italia ne sono fulgidi esempi.

Viandante sul mare di nebbia di Friedrich Caspar David

"Viandante sul mare di nebbia" di Friedrich Caspar David

Tuttavia il richiamo a qualcosa che andasse al di là delle azzurre montagne, oltre le più alte nubi non aveva smesso di assillare la mente dell’uomo, alla continua ricerca – sempre destinata a rimanere inappagata – d’infinito. Nel quadro di Friedrich Caspar David  “Viandante sul mare di nebbia” e nella “Tempesta di neve” di William Turner il senso di immensità e la percezione dell’imprevedibile lasciano basiti gli impotenti e ignari spettatori, misere foemiche a confronto del sospiro dell’universo.

Non mancano forme più malinconiche e dimesse; sempre dello stesso Caspar “Scogliere bianche a Rügen”: all’elemento piacevole della passeggiata borghese “en plain air” è accostata l’estrema asperità della scogliera, tuttavia candida come la neve, ad evidenziare l’onnipresente contrasto fra forma e soggetto. Perenne è comunque lo sfondo, aperto sull’infinito. “Interminati / spazi”, “sovrumani / silenzi”, “profondissima quiete”. “Passate stagioni”. Ma “ricordare non darà consolazione più del frutto morsicato solo a metà, più delle stelle appena intraviste nel cielo”. Persino Kant, severo e rigido filosofo razionalista, figlio dell’Illuminismo, tedesco, è costretto ad ammettere l’irrazionalità di elementi naturali come le “nuvole di temporale”, i “lampi”, i “tuoni”, i “vulcani”, gli “uragani”, emblemi dello sprigionarsi senza tregua delle forze della natura. Forze capaci tuttavia di interessare l’uomo alla continua ricerca di se stesso.

L’ “immenso oceano”, come in Foscolo è luogo pacifico della culla, ma al tempo stesso sede di stratosferici cataclismi naturali. Eppure l’inconscio, che pure teme tali fenomeni, se ne sente sempre e più attratto. E’ il desiderio recondito di ambire l’infinito, di raggiungere spazi al di là del nostro umanamente conoscibile, di vincere la morte, l’estremo limite dell’uomo, momento supremo e sublime, fin quasi morbosamente bello.

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Discussione

4 pensieri su “Il rapporto tra uomo e natura nel corso della storia fino al Romanticismo

  1. E poi hai l’ardire di negar pubblicamente che il tuo scrivere sia oggetto di più che consistenti influssi da parte della tua prof di lettere! Pff!😉

    LA

    p.s.: per coloro ai quali il tutto risultasse oscuro, rivelo la sconvolgente notizia che “Uomo e natura” era il titolo dell’ultimo saggio breve assegnato come compito in classe.
    Prova lampante, certa, incontrovertibile.
    Mi dispiace, signor Guarneri: le rammento i suoi diritti e la dichiaro in arresto.😀

    Pubblicato da Lucio Anneo | 19 ottobre 2010, 14:57
    • Non mi pare che pubblicare parole e idee frutti solamente della propria mente e della propria creatività sia divenuto un crimine. Almeno spero. Se poi confesso l’ardire d’aver usufruito della mia stessa fatica sudata in un’altra occasione, mi aspetto e desidererei di non essere crocifisso per questo. Inoltre le continue e assurde accuse di plagio mio nei confronti della signora Arnalda Maurizio hanno incominciato a infastidire la mia già provata sensibilità. Lei signor Capoferri mi sembra non sia molto informato sui fatti, e pertanto la invito ad astenersi da ulteriori commenti tendenziosi senza portare relative prove serie in merito. Gradirei che la smettesse di mostrare insulsa accanita intolleranza verso di me e verso le poche parole che mi permetto con umiltà di condividere con altri, assumendomi oneri e onori. Facile è criticare, ma ben altra cosa e lavorare alla costruzione di qualcosa di nuovo. Fallendo magari, ma provandoci ugualmente, giacché sbagliare è meglio che non provare affatto.
      Spero che questo le sia di lezione. Lorenzo Eugenio Guarneri

      Pubblicato da Eugenio | 19 ottobre 2010, 22:54
  2. l’estremo limite dell’uomo, momento supremo e sublime, fin quasi morbosamente bello
    Immagino tu stessi parlando della porta della presidenza.

    Pubblicato da lo scorfano | 19 ottobre 2010, 17:42

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